Conferenza del volontariato sociale CVS

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Finiti i 10 mesi di servizio militare mi sono reso conto che non usavo neanche tutte le dita di una mano per contare le persone che ho aiutato durante il mio periodo in divisa. Allora per caso ho trovato un annuncio di un gruppo di colonia integrata che cercava nuovi monitori. Ho subito capito che era un’occasione da cogliere al volo per mettermi alla prova e finalmente rendermi utile. All’inizio ero molto impacciato e timido.

 

Non avevo mai visto la quotidianità delle persone portatrici di handicap, non avevo mai cucinato per una trentina di persone, non avevo mai indossato un travestimento bizzarro e animato una giornata, non avevo mai guidato un furgone carico di persone e non mi ero mai preso la responsabilità nei confronti dei ragazzi.
Ormai sono passati 5 anni da quando ho cominciato e sento la colonia come un appuntamento da annotare nel mio calendario.


In colonia il tempo non lo si misura, ma lo si vive. Si capisce che le meraviglie della vita si nascondono dietro le piccole cose: un sorriso, una canzone, un grazie, un abbraccio… Nonostante il grandissimo lavoro e le poche ore di sonno si arriva alla sera con quella gioia che trasforma uno sbadiglio in un sorriso. Senza ombra di dubbio questa è stata l’esperienza che più mi ha fatto crescere a livello personale. Ho cominciato con l’idea di aiutare, ma in realtà ho ricevuto molto più di quanto abbia dato.
 
Ogni gesto di volontariato testimonia che in questo mondo c’è qualcosa che va oltre ai soldi e all’opportunismo. Il volontariato ha il grande potere di far incontrare persone di diversi contesti culturali e diverse età per passare assieme dei momenti estremamente arricchenti a livello personale. Esistono diverse forme di volontariato e sono convinto che ogni persona può trovare l’attività che più lo realizza.

Adarsh, volontario Atgabbes